Adozione in casi particolari ed opposizione dei genitori e del coniuge

Per l'adozione in casi particolari, è necessario il consenso dei genitori esercenti la potestà e del coniuge dell'adottando.

In materia di adozione, nei casi particolari previsti dall'articolo 44 della Legge n. 184/83, è necessario che i genitori esercenti la potestà esprimano il proprio assenso all'adozione.

Se l'adottando è coniugato, è necessario anche l'assenso del coniuge.

Qualora i detti soggetti rifiutino di dare l'assenso, non sarà possibile in alcun modo procedere alla adozione (nei detti casi particolari), in quanto al giudice è preclusa ogni valutazione circa la giustificabilità o meno di tale rifiuto e la rispondenza di esso all'interesse del minore, ai sensi dell'articolo 46 della Legge n. 184/83.

Tale valutazione è possibile solo se:

  • i genitori siano decaduti dalla potestà genitoriale (Tribunale per i minorenni di Catania, sentenza del 13 gennaio 2010; Cassazione, sentenza del 26 luglio 2000, n. 9795);
  • il coniuge non è convivente con l'adottando;
  • il coniuge dell'adottando ed i genitori siano comunque incapaci o irreperibili.

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  1. In materia di adozione in casi particolari, il genitore naturale è il rappresentante legale del minore e quindi è legittimato ad impugnare il provvedimento di adozione

  2. Con l'adozione in casi particolari cessa l'obbligo di mantenimento a carico dei genitori naturali.

  3. Per l'adozione in casi particolari, l'adottato assume un doppio cognome (dell'adottante e della famiglia di origine).