Riscossione dei tributi: accertamento con adesione

Chi riceve un atto di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, può chiedere l'accertamento con adesione

L'accertamento con adesione ("concordato") è un procedimento con cui si rettifica la base imponibile dichiarata (o si determina in caso di omessa dichiarazione) attraverso in contraddittorio tra l'ufficio finanziario e il contribuente.

Si concretizza in un atto dell'ufficio sottoscritto, per adesione, anche dal contribuente.

I contribuenti che aderiscono all'accertamento con adesione hanno diversi vantaggi, tra cui:

  • la riduzione a un quarto delle sanzioni;
  • la riduzione delle pene previste per i reati tributari (fino alla metà) e la non applicabilità delle sanzioni accessorie, se l'accertamento con adesione viene perfezionato prima dell'apertura del dibattimento di primo grado;
  • la chiusura totale della controversia (l'amministrazione non può fare accertamenti sull'imponibile concordato, se non in certi casi tassativamente determinati).

La definizione può riguardare tutte le principali imposte dirette (Irpef, Irpeg, Irap, imposte sostitutive) e indirette (Iva, registro, ipotecarie e catastali).

La procedura si conclude con il versamento delle somme dovute, anche in forma rateale.

In tal caso sono dovuti gli interessi legali e il contribuente è tenuto a prestare garanzia.

 

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  1. Lo Stato deve consentire al contribuente la conoscenza degli atti a base di un accertamento tributario, pena la lesione del diritto di difesa (Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza 298/3 del 9/11/2017)

  2. In caso di verifiche fiscali, il contribuente ha diritto di farsi assistere e di ricorrere al Garante del contribuente in caso di scorrettezze o violazioni di legge da parte degli organi accertatori

  3. Le cartelle esattoriali riguardanti sanzioni amministrative possono essere impugnate ai sensi della Legge n. 689/1981 solo se il verbale di accertamento non è mai stato notificato