Mancata retribuzione e tutela d'urgenza: ammissibilità del ricorso ex art. 700 cpc

Se il datore di lavoro ritarda nel pagamento della retribuzione, il lavoratore potrebbe proporre un ricorso d'urgenza ex art. 700 cpc

Il lavoratore, il quale non riceva la dovuta retribuzione, può azionare un procedimento d'urgenza in Tribunale per ottenere in tempi rapidi un provvedimento che ingiunga al datore il pagamento di quanto dovuto.

La norma di riferimento è l'articolo 700 del Codice di procedura civile.

Si evidenzia che il ricorso a tale procedura, in genere finalizzata a tutelare diritti concernenti beni infungibili (quale non è il denaro), è tuttavia ritenuta ammissibile anche a tutela dei crediti pecuniari di lavoro nella misura in cui detti crediti siano necessari per assicurare il bene dell'esistenza libera e dignitosa del lavoratore (tutelato dall'articolo 36 della Costituzione), potendo derivare dal loro ritardato soddisfacimento un pregiudizio non altrimenti riparabile (Tribunale di Potenza, Sezione Lavoro, Ordinanza 30 maggio 2010;  Cassazione sentenza del 2 settembre 1997, n. 8373; Pret. Roma 30 luglio 1974 e Pret. Roma 6 luglio 1987; Tribunale di Modena, ordinanza del 5 maggio 2005).

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  1. In materia di infortunio sul lavoro e malattie professionali, il ricorso per il risarcimento del danno biologico deve essere proposto contro l'INAIL, e non contro il datore di lavoro.

  2. I diritti dei lavoratori (retribuzione, tfr, risarcimento per mancato versamento dei contributi, etc.) vanno esercitati entro certi termini di prescrizione, altrimenti si estinguono

  3. È legittimo il licenziamento anche di un solo lavoratore in seguito alla messa in mobilità del personale in esubero da parte di una azienda che ha fatto ricorso alla CIGS.