Maltrattamenti in famiglia e convivenza

Il reato di maltrattamenti in famiglia è configurabile anche nella famiglia di fatto

Il reato previsto previsto dall'articolo 572 del Codice penale ("maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli") è configurabile anche al di fuori della famiglia legittima.

Secondo la prevalente giurisprudenza, infatti, per famiglia deve intendersi non solo un insieme di persone legate da vincoli di parentela naturale o civile, ma anche un'unione di persone fra le quali, per intime relazioni e per abitudini di vita, siano sorti legami di reciproca assistenza e protezione.

Affinchè si configuri il reato di maltrattamenti in famiglia è quindi sufficiente un rapporto stabile di convivenza, idoneo a determinare obblighi di solidarietà e di mutua assistenza (Cassazione, sentenza dell'8 novembre 2005, n. 44262).

Il detto reato può essere compiuto anche in danno di persona non convivente, purchè tra l'autore del fatto e la vittima vi sia un rapporto affettivo (Cassazione, sentenza del 14 giugno 1954).

Leggi anche

  1. E' nullo l'accertamento ematico se non è preceduto dall'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore

  2. In materia di stupefacenti, la coltivazione di piante non costituisce reato se il principio attivo ricavabile non è idoneo alla diffusione della droga sul mercato

  3. In tema di reati tributari, i beni dell'amministratore sono sequestrabili solo se non è possibile il sequestro diretto nei confronti della società