Maltrattamenti in famiglia: abitualità delle condotte vessatorie

Il reato di maltrattamenti in famiglia sussiste quando la condotta vessatoria si sia svolta in modo continuato ed abituale.

Con la recentissima sentenza n. 20498 del 28 maggio 2010, la Corte di Cassazione ha ribadito che il reato di maltrattamenti ricorre solo nel caso di abitualità e continuità delle condotte vessatorie.

Al contrario tale reato dovrà essere escluso laddove i comportamenti oggetto della contestazione abbiano un carattere episodico.

Nel caso esaminato dalla Corte, inoltre, si è prestata particolare attenzione all'elemento soggettivo della condotta.

In particolare, si trattava di una moglie che impediva al coniuge di avere rapporti epistolari e telefonici con terzi, in conseguenza della manifestata intenzione di separarsi.

Tali episodi erano, nel caso di specie, una mera reazione alla richiesta di separazione.

Veniva dunque a mancare, oltre che l'abitualità, anche l'elemento soggetto del reato, ossia la volontà (o meglio il dolo) di porre in essere condotte vessatorie nei confronti del marito.

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