Guida in stato di ebbrezza

Guida in stato di ebbrezza: alcoltest, sanzioni applicabili e confisca del veicolo. Come difendersi

  1. Art. 186 Codice della Strada
  2. Sanzioni
  3. Alcoltest
  4. Confisca del veicolo: come evitarla
  5. Rifiuto di sottoporsi agli accertamenti
  6. Accertamenti illegittimi: come difendersi

Art. 186 Codice della Strada

La guida in stato di ebbrezza è vietata dall'articolo 186 del Decreto Legislativo n. 285 del 30 aprile 1992 (Codice della Strada).

Per stato di ebbrezza si intende una condizione fisiopsichica transitoria, causata dall'assunzione di bevande alcoliche, che produce uno stato di alterazione dei processi cognitivo-reattivi e che rallenta in modo significativo la prontezza dei riflessi, anche senza provocare necessariamente la perdita della capacità di intendere e di volere.

Lo stato di ebbrezza viene accertato attraverso la verifica del tasso alcolemico, che deve essere  superiore a 0,5 grammi per litro.

Superata questa soglia, lo stato di ebbrezza si presume in modo assoluto, senza cioè la possibilità per il conducente di provare la propria idoneità alla guida.

In questo modo il legislatore ha attuato la raccomandazione della Commissione della Comunità Europea (provvedimento n. 2001/11/CE del 17 gennaio 2001) secondo cui gli Stati membri dell'Unione europea devono adottare un limite minimo di 0,5 g/l per la configurabilità del reato in questione.

Sanzioni

Superata la soglia minima dello 0,5 g/l, il legislatore ha previsto sanzioni tanto più gravi quanto maggiore è il tasso alcoolemico riscontrato nel guidatore.

La scelta dei tassi alcolemici indicati non è casuale ma è frutto di ricerche scientifiche, che hanno evidenziato come al superamento dei tassi indicati corrisponda una proporzionale alterazione dell'equilibrio, che raggiunge la massima gravità oltre 1,5 g/l.

Tasso superiore a 0,5 g/l e fino a 0,8 g/l

In tal caso, il reato non si configura, ma si applica comunque una sanzione amministrativa pecuniaria tra 532 e 2.127 Euro.

Si applica inoltre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi.

Tasso superiore a 0,8 e fino a 1,5 g/l

In tal caso, poichè è superata la soglia di 0,8 g/l, ricorre un vero e proprio reato e si aprirà un processo penale.

E' prevista l'ammenda da 800 a 3.200 Euro e l'arresto fino a sei mesi.

Si applica inoltre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno.

Tasso superiore a 1,5 g/l

Anche in questo caso, sussiste il reato ed è prevista l'ammenda da 1.500 a 6.000 Euro e l'arresto da sei mesi ad un anno.

Si applica inoltre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata.

La patente di guida è sempre revocata in caso di recidiva nel biennio.

Il veicolo inoltre viene sequestrato finchè dura il processo penale. In caso di condanna, si applica la confisca salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato.

Incidente stradale

Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene sopra indicate sono raddoppiate e, fatto salvo il sequestro e la confisca obbligatoria quando il tasso supera 1,5 g/l, è disposto il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato.

Se il tasso alcolemico di colui che ha provocato l'incidente supera 1,5 g/l, la patente è sempre revocata (non solo in caso di recidiva nel biennio).

Alcoltest

Il Codice della Strada prevede determinate modalità per accertare lo stato di ebbrezza.

Tale accertamento deve avvenire mediante l'analisi dell'aria alveolare espirata con un apparecchio denominato etilometro (cosiddetto "alcoltest").

Questo deve visualizzare i risultati delle misurazioni e dei controlli propri dell'apparecchio stesso, e deve anche, mediante apposita stampante, fornire la corrispondente prova documentale.

Gli etilometri devono avere i requisiti stabiliti con disciplinare tecnico approvato con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione di concerto con il Ministro della sanità. I requisiti possono essere aggiornati con provvedimento degli stessi Ministri, quando particolari circostanze o modificazioni di carattere tecnico lo esigano.

Gli organi di Polizia stradale possono procedere all'accertamento mediante l'etilometro (anche accompagnando il conducente presso il più vicino ufficio o comando) quando:

  1. abbiano sottoposto i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili, e tali accertamenti abbiano dato esito positivo;
  2. in ogni caso d'incidente;
  3. quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool.

Diversamente, se i conducenti sono coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l'accertamento del tasso alcolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale, dalle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate.

Confisca del veicolo: come evitarla

Quando il tasso alcolemico è superiore a 1,5 g/l o in caso di rifiuto di sottoporsi agli accertamenti, è prevista la confisca obbligatoria del veicolo.

La confisca si applica anche in caso di patteggiamento o di sospensione condizionale della pena.

L'unica eccezione in cui non si fa luogo alla confisca è quando la macchina è di proprietà di altra persona estranea al reato.

Lavoro di pubblica utilità

La confisca del veicolo può essere evitata attraverso i lavori di pubblica utilità.

Si tratta di una possibilità espressamente prevista dall'articolo 186, comma 9 bis, del Codice della strada, secondo cui il giudice può, in caso di condanna, sostituire la pena detentiva e pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità, purchè l'interessato non si opponga (è comunque opportuno che fare una esplicita richiesta al giudice).

Il lavoro di pubblica utilità consiste in attività non retribuita a favore della collettività presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, per una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilità.

In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilità, il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla metà della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato.

Rifiuto di sottoporsi agli accertamenti

Il conducente non può rifiutare di sottoporsi agli accertamenti. Il rifiuto costituisce reato ed è punito con l'ammenda da 1.500 a 6.000 Euro e l'arresto da sei mesi ad un anno.

Si applica inoltre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e la confisca del veicolo, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione.

Se il fatto è commesso da soggetto già condannato nei due anni precedenti per il medesimo reato, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida.

Accertamenti illegittimi: come difendersi

Vi sono casi in cui l'alcoltest può essere contestato perchè effettuato illegittimamente.

Le ipotesi più frequenti si hanno quando:

In questi casi, il giudice dovrebbe prosciogliere l'imputato per mancanza di prove.

Vi è tuttavia un orientamento più severo della Cassazione, secondo cui lo stato di ebbrezza può essere provato con qualsiasi mezzo in virtù del principio del libero convincimento del giudice.

Per esempio il giudice potrebbe condannare sulla base degli elementi sintomatici (alito vinoso, difficoltà di movimento, eloquio sconnesso,...) indicati nel verbale di accertamento e nella notizia di reato (Cassazione sentenza n. 19486 del 15 maggio 2008).

La Corte precisa, tuttavia, che i suddetti elementi sintomatici sarebbero sufficienti solo nella ipotesi più lieve (ipotesi del tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l e non superiore a 0,8 g/l).

Nella altre ipotesi, invece, non si può prescindere dagli accertamenti secondo le modalità prescritte dal Codice della Strada.

Leggi anche

  1. Pene più severe per lo straniero illegalmente presente in Italia e per chi guida in stato di ebrezza

  2. E' nullo l'accertamento ematico se non è preceduto dall'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore

  3. Il rifiuto di sottoporsi all'analisi delle urine per l'accertamento dei reati stradali (guida in stato di ebrezza o sotto l'effetto di stupefacenti) è legittimo se il prelievo va effettuato con modalità invasive