Collocamento del minore in comunità: necessità di un termine di durata

Non è legittimo il provvedimento che colloca il minore presso una comunità se non è indicato il termine di durata dell'affidamento.

Il provvedimento che determina il collocamento del minore presso una comunità di accoglienza è un provvedimento che incide sulla potestà genitoriale.

Esso, quindi, deve necessariamente indicare il termine finale di durata dell'affidamento presso la struttura parafamiliare.

Tale necessità deriva dall'interpretazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, secondo la quale l'omessa previsione di un termine finale di durata per i provvedimenti incidenti, in senso limitativo, sulla potestà genitoriale si tradurrebbe in una palese contraddizione del carattere temporaneo dei suddetti provvedimenti (Corte di Appello di Caltanissetta del 13 novembre 2003).

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  2. Deve essere nominato un tutore per il minore i cui genitori siano morti o non possano comunque esercitare la potestà genitoriale per altre cause.

  3. A seguito del divorzio la casa coniugale può essere assegnata all'ex coniuge soltanto se a lui sono affidati i figli minori o se con lui convivono i figli maggiorenni.