Pensione di reversibilità al coniuge divorziato: presupposti

Il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità solo se la sentenza di divorzio aveva previsto in suo favore l'assegno divorzile

Il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità, a condizione che la sentenza di divorzio abbia previsto in suo favore la corresponsione di un assegno divorzile.

A tal fine non rileva la corresponsione di fatto di somme periodiche o eventuali accordi tra gli ex coniugi.

La Cassazione, in proposito, ha precisato infatti che "il requisito della titolarità dell’assegno presuppone il riconoscimento giudiziale dell'assegno divorzile senza che possa attribuirsi rilevanza ad eventuali convenzioni private o erogazioni di fatto" (Corte di Cassazione, sentenza del 12 ottobre 2010, n. 20999).

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  1. Separazione coniugale: l'addebito della separazione presuppone che il coniuge abbia violato i doveri coniugali e che tale violazione sia stata causa della crisi matrimoniale.

  2. A seguito del divorzio la casa coniugale può essere assegnata all'ex coniuge soltanto se a lui sono affidati i figli minori o se con lui convivono i figli maggiorenni.

  3. Sono validi gli accordi di separazione o divorzio, aventi contenuto patrimoniale, anche se non omologati