Infortuni sul lavoro: adozione di protocolli di sicurezza - insufficienza

Non basta che il datore di lavoro adotti dei corretti protocolli di sicurezza, essendo necessario anche un costante controllo sull'osservanza degli stessi

In materia di infortuni sul lavoro, affinchè il datore di lavoro vada esente da responsabilità, non è sufficiente che lo stesso abbia adottato corretti protocolli operativi (Cassazione, sentenza del 5 febbraio 2015, n. 5403).

L'obbligo del datore di lavoro è infatti ben più ampio e complesso, essendogli richiesto di:

  • fornire ai lavoratori adeguate istruzioni circa i rischi connessi a determinate attività;
  • adottare idonee misure di sicurezza
  • esercitare un controllo effettivo e costante circa la concreta osservanza delle disposizioni prevenzionali da parte dei lavoratori, onde evitare che questi ultimi possano trascurarle o disapplicarle.

Gli obblighi sopra indicati si ricavano dal Decreto Legislativo n. 81/2008.

Si evidenzia che dalla normativa sopra citata si evince la possibilità di ripartizione dei detti obblighi tra determinati soggetti (datore di lavoro, dirigenti e preposti). Questa possibilità ovviamente interessa le imprese od enti ad organizzazione complessa e differenziata, dove l’individuazione dei destinatari delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro deve essere effettuata non già tenendo presente le diverse astratte qualifiche spettanti a coloro che fanno parte dell’ente o dell’impresa (legale rappresentante, dirigente, preposto), bensì invece facendo riferimento alla ripartizione interna delle specifiche competenze, così come regolate dalle norme, dai regolamenti o dagli statuti che governano i singoli enti o le singole imprese (Cassazione, sentenza del 14 novembre 1984, n.10001)

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