Arresto in flagranza: condizioni di legittimità

L'arresto in flagranza non è legittimo se basato su dichiarazioni di chi non ha direttamente assistito al fatto

In tema di arresto in flagranza, la Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che non sussiste la flagranza e quindi non è legittimo l'arresto, laddove questo si basi esclusivamente sulle dichiarazioni rese da soggetti che non hanno direttamente assistito al reato (Cassazione, Sezioni Unite, sentenza del 21 settembre 2016, n. 39131).

La Cassazione, infatti, ribadisce che affinchè si abbia "flagranza" è necessario che vi sia la certezza o l'altissima probabilità che la persona arrestata sia la stessa che ha commesso il reato.

Pertanto, la privazione pur provvisoria della libertà personale, effettuata ad iniziativa della polizia giudiziaria e in assenza di un provvedimento motivato del magistrato, deve fondarsi esclusivamente sulla relazione tra la percezione diretta del fatto ed il successivo arresto.

Nel caso affrontato dalla Corte, ad esempio, non è stato ritenuto legittimo l'arresto in quanto colui che aveva inseguito il reo non aveva direttamente assistito al fatto.

 

 

Tags:

Leggi anche

  1. In materia di stalking è ora previsto l'arresto obbligatorio in flagranza, l'irrevocabilità della querela e nuove aggravanti, per effetto della Legge n. 119/2013, di conversione del Decreto Legge n. 93/2013

  2. Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per guida sotto l'effetto di stupefacenti presuppone una richiesta legittima secondo le procedure di cui all'art. 187 Codice della strada

  3. Il rifiuto di sottoporsi all'analisi delle urine per l'accertamento dei reati stradali (guida in stato di ebrezza o sotto l'effetto di stupefacenti) è legittimo se il prelievo va effettuato con modalità invasive