Assegnazione della casa coniugale ed opponibilità a terzi

L'assegnazione della casa coniugale, disposta nel corso della separazione o divorzio, è opponibile ai terzi anche se non è trascritta

In caso di separazione e divorzio, l'assegnazione della casa coniugale ad uno dei coniugi è opponibile ai terzi.

Questo vuol dire che un eventuale terzo (ad esempio un acquirente successivo) non potrà chiedere il rilascio dell'immobile fintantochè vi abiti il coniuge assegnatario.

Va precisato che l'assegnazione è opponibile senza limiti di tempo, se trascritta.

Se, invece, non è trascritta, sarà comunque opponibile ma solo per nove anni, avendo essa il proprio fondamento in un atto (il provvedimento del giudice) avente data certa.

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  1. A seguito del divorzio la casa coniugale può essere assegnata all'ex coniuge soltanto se a lui sono affidati i figli minori o se con lui convivono i figli maggiorenni.

  2. In caso di violenza, fisica o morale, nell'ambito della famiglia, il Tribunale emette un ordine di protezione (allontanamento dalla casa familiare, pagamento di assegni periodici, ...)

  3. La prescrizione tra i coniugi rimane sospesa ai sensi dell'art. 2941 c.c. Restano i dubbi nel caso di separazione