Infortunio sul lavoro e risarcimento del danno

Il lavoratore che subisce un infortunio sul lavoro ha diritto al risarcimento del danno non indennizzato dall'INAIL

Il danno biologico subito dal lavoratore, derivante da infortunio sul lavoro e non indennizzato dall'INAIL, è risarcibile secondo le regole che governano la responsabilità civile del datore di lavore.

In particolare trova applicazione l'articolo 2087 del Codice civile che impone al datore di lavoro l'obbligo di protezione dei propri dipendenti.

Tale obbligo ha natura contrattuale e, pertanto, il lavoratore può avvalersi del regime probatorio più favorevole previsto, in materia contrattuale, dall'articolo 1218 del Codice civile.

Conseguentemente il lavoratore, per ottenere il risarcimento, dovrà dimostrare tre elementi: l'esistenza del rapporto di lavoro, l'infortunio avvenuto in occasione del lavoro ed il nesso di causalità tra le lesioni riportate e le condizioni pericolose dell'ambiente di lavoro (Cassazione, sentenza del 28 luglio 2004, n. 14270).

Il datore, d'altra parte, per andare esente da responsabilità, dovrà dimostrare la non imputabilità dell'inadempimento, ovvero che l'infortunio è avvenuto in conseguenza di un comportamento anomalo ed imprevedibile posto in essere dal lavoratore in violazione delle norme di sicurezza (Cassazione, sentenza del 14 agosto 2004, n. 15896).

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  1. In materia di infortunio sul lavoro e malattie professionali, il ricorso per il risarcimento del danno biologico deve essere proposto contro l'INAIL, e non contro il datore di lavoro.

  2. I diritti dei lavoratori (retribuzione, tfr, risarcimento per mancato versamento dei contributi, etc.) vanno esercitati entro certi termini di prescrizione, altrimenti si estinguono

  3. È legittimo il licenziamento anche di un solo lavoratore in seguito alla messa in mobilità del personale in esubero da parte di una azienda che ha fatto ricorso alla CIGS.