La cittadinanza italiana

Stranieri: i presupposti e le modalità per l'acquisto della cittadinanza italiana

La cittadinanza italiana si acquista:

  1. Per nascita
  2. Per adozione
  3. Per matrimonio
  4. Per residenza
  5. In base a leggi speciali

 

Come si chiede la cittadinanza italiana?

Nei casi di matrimonio, l’interessato deve presentare la domanda al Sindaco del Comune di residenza o alla competente autorità consolare. Sulla domanda decide il Ministro dell'Interno.

Negli altri casi, la domanda va presentata alla Prefettura del luogo di residenza. Sulla domanda decide il Presidente della Repubblica.

In ogni caso, va apposta sulla domanda una marca da bollo di € 14,62 e va pagato un contributo di € 200,00.

Alla domanda vanno allegati (in originale + 1 copia):

  1. estratto dell'atto di nascita completo di tutte le generalità (legalizzato);
  2. certificato penale del Paese di origine e degli ulteriori Paesi di residenza (legalizzato);
  3. fotocopia del permesso di soggiorno;
  4. estratto dell'atto di matrimonio, trascritto in Italia;
  5. certificato storico di residenza;
  6. fotocopia documento con cui si è stati riconosciuti rifugiati.

È necessario comunicare tempestivamente eventuali cambiamenti di domicilio o di residenza.

La procedura ha una durata di 730 giorni.

Entro 730 giorni, l'Autorità amministrativa provvede ad emanare il decreto di concessione della cittadinanza.

In caso di rigetto o di silenzio dell'Amministrazione è possibile presentare ricorso al Giudice competente.

Per nascita

(artt. 1 e 4 della Legge 91/1992)

Acquista la cittadinanza italiana:

  1. Il figlio di padre o di madre cittadini, a prescindere dal luogo ove avviene la nascita;
  2. Chi è nato nel territorio della Repubblica, se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi;
  3. Chi è nato nel territorio della Repubblica, se secondo la legge dello Stato al quale appartengono i genitori, il figlio non segue la cittadinanza dei questi;
  4. Il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza;
  5. Lo straniero o l'apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, e ricorre una delle seguenti condizioni:
    • se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana;
    • se assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all'estero, e dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana;
    • se, al raggiungimento della maggiore età, risiede legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiara, entro un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza italiana.
  6. Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data.

Per adozione

(art. 3 della Legge 91/1992)

Acquista la cittadinanza italiana:

  1. Il minore straniero adottato da cittadino italiano. Se lo straniero adottato è maggiorenne, deve risiedere in Italia per almeno 5 anni dall'adozione.

Si perde la cittadinanza italiana:

  • Se l'adozione viene revocata per fatto dell'adottato ( ma solo se l'adottato è in possesso di altra cittadinanza o la riacquisti).
  • Se l'adozione viene revocata per altri motivi, l'adottato conserva la cittadinanza italiana. Tuttavia, qualora la revoca intervenga durante la maggiore età dell'adottato, lo stesso, se in possesso di altra cittadinanza o se la riacquisti, potrà comunque rinunciare alla cittadinanza italiana entro un anno dalla revoca stessa.

Per matrimonio con un cittadino italiano

(art. 5 della Legge 91/1992)

Acquista la cittadinanza italiana:

  1. Lo straniero o apolide coniugato con un cittadino italiano dopo 2 anni dal matrimonio (o 1 anno in presenza di figli nati o adottati dai coniugi), se risiede regolarmente in Italia;
  2. Lo straniero o apolide coniugato con un cittadino italiano dopo 3 anni dal matrimonio (o 1 anno e 6 mesi in presenza di figli nati o adottati dai coniugi), se risiede all'estero.

In ogni caso l'acquisto della cittadinanza è escluso se vi è stata separazione legale oppure scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

L'acquisto della cittadinanza è inoltre precluso nei seguenti casi (articolo 6 della Legge n. 91/1992):

  • condanna per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III, del codice penale (ossia i delitti contro la personalità dello Stato);
  • condanna per un delitto non colposo per il quale la legge preveda una pena edittale non inferiore nel massimo a tre anni di reclusione;
  • condanna per un reato non politico ad una pena detentiva superiore ad un anno da parte di una autorità giudiziaria straniera, quando la sentenza sia stata riconosciuta in Italia;
  • sussistenza, nel caso specifico, di comprovati motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica.

La riabilitazione fa cessare gli effetti preclusivi della condanna.

Per residenza nel territorio italiano

(art. 9 della Legge 91/1992)

La cittadinanza italiana può essere concessa allo straniero residente in Italia:

  • dopo 10 anni, se extracomunitario;
  • dopo 4 anni, se comunitario;
  • dopo 5 anni, se apolide o rifugiato politico;
  • dopo 3 anni se il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita o lui stesso è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri;
  • dopo 5 anni, se si tratta di uno straniero maggiorenne adottato;
  • dopo 5 anni se ha prestato servizio, anche all'estero, alle dipendenze dello stato italiano
  • quando lo straniero abbia reso eminenti servizi all'Italia, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Entro 6 mesi dalla notifica del decreto di concessione, lo straniero deve prestare giuramento presso il Comune di residenza.

In mancanza di giuramento nel termine indicato, il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto. La cittadinanza si acquista dal giorno successivo al giuramento.

Quando può essere rifiutata la cittadinanza?

La legge attribuisce all'Amministrazione un ambito di discrezionalità nella valutazione degli elementi in suo possesso.

Il diniego può essere determinato, ad esempio, da motivi inerenti la sicurezza della Repubblica, dalla mancanza del periodo di residenza legale, dall'insufficienza dei redditi, da precedenti penali, da insufficiente livello di integrazione.

In base a leggi speciali

(art. 1 della Legge 379/2000 - legge 124/06 recante "Modifiche alla legge 91/92")

Acquistano la cittadinanza italiana:

  1. Le persone nate e già residenti nei territori dell'ex Impero Austro-ungarico ed ai loro discendenti, in possesso dei seguenti requisiti:
    • Nascita e residenza nei territori facenti parte della provincia di Trento, Bolzano, Gorizia ed in quelli già italiani ceduti alle ex Jugoslavia in forza del Trattato di Pace di Parigi del 10/02/1947 e di Osimo del 10/11/1975.
    • Emigrazione all'estero prima della data del 16/07/1920
    • Dichiarazione intesa ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana, da rendersi entro il 20/12/2010 davanti all'autorità diplomatico-consolare italiana se il richiedente risiede all'estero oppure davanti all'Ufficiale di stato civile del Comune se il richiedente risiede in Italia. La dichiarazione, unitamente a documentazione idonea a comprovare i requisiti di cui sopra, va trasmessa alla Commissione Interministeriale, istituita presso il Ministero dell'Interno, che esprime il proprio parere in ordine alla susstitenza dei requisiti richiesti dalla legge.
  2. I soggetti che hanno perso il nostro status civitatis a seguito dei Trattati di Parigi del 10/02/1947 e di Osimo del 10/11/1975 nonché ai loro discendenti, in presenza dei seguenti requisiti:
    1. nell'ipotesi in cui all'art.17 bis comma 1 lettera a) della legge 05/02/1992 n.91
      • cittadinanza italiana e residenza nei territori ceduti alla ex Jugoslavia alla data di entrata in vigore dei Trattati di Parigi e di Osimo
      • perdita della cittadinanza italiana per effetto degli anzidetti Trattati
      • appartenenza al gruppo linguistico italiano
    2. nell'ipotesi di cui all'art. 17 bis comma 1 lettera b) della legge 05/02/1992 n.91
      • documentazione comprovante la diretta discendenza del richiedente dai soggetti di cui alla lettera a) e conoscenza della lingua e cultura italiane

Leggi anche

  1. La sentenza di patteggiamento della pena non impedisce l'acquisto della cittadinanza per matrimonio con un cittadino italiano.

  2. La condanna penale non è sufficiente per rifiutare allo straniero il rinnovo del permesso di soggiorno

  3. La condanna penale per determinati reati comporta automaticamente il rifiuto del permesso di soggiorno, il mancato rinnovo o la revoca dello stesso