Decreto Legge 193/2016: scioglimento di Equitalia e rottamazione delle cartelle

Via libera alla "rottamazione" delle cartelle, da chiedere entro il 23 gennaio 2017: abbattute sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive

Scioglimento di Equitalia

Il decreto legge del 22 ottobre 2016, n. 193, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016, e in vigore dal 24 ottobre 2016, ha previsto lo scioglimento delle società del gruppo Equitalia a decorrere dal 1 luglio 2017 nonchè la possibilità di estinguere i debiti iscritti a ruolo, abbattendo sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive.

Riguardo le sorti di Equitalia, la stessa cesserà di operare dal 1 luglio 2017 e l'esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale sarà svolto da un nuovo un ente pubblico economico, denominato "Agenzia delle entrate Riscossione" sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell'economia e delle Finanze.

Il nuovo ente subentrerà, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assumerà la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

Rottamazione delle cartelle

La novità più interessante del Decreto Legge n. 193/2016 è quella prevista dall'articolo 6, ossia la possibilità di estinguere integralmente i debiti iscritti a ruolo, pagando (in unica soluzione o in quattro rate al massimo) solamente i seguenti importi:

  • capitale e interessi;
  • aggio su capitale e interessi;
  • spese per le procedure esecutive;
  • spese di notifica della cartella di pagamento.

Vengono quindi "abbuonati" gli importi dovuti a titolo di:

  • sanzioni;
  • interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
  • sanzioni e somme aggiuntive di cui all'articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

Sono invece escluse dalla definizione agevolata le seguenti somme:

  1. le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b) , della decisione 94/728/ CE, Euratom del Consiglio, del 31 ottobre 1994, come riformato dalla decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e l'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
  2. le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 14 del regolamento CE n. 659/1999;
  3. i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  4. le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  5. le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada. Per queste, è possibile ottenre solamente l'esclusione degli interessi, compresi quelli di cui all’articolo 27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689

Il beneficio in questione è previsto per i ruoli affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015.

Come accedere al beneficio

Per ottenere l'agevolazione sopra detta, è necessario che il debitore presenti una dichiarazione di volontà all'agente della riscossione, entro il novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del Decreto Legge n. 193/2016, e quindi entro il 23 gennaio 2017. E' possibile presentare la dichiarazione anche per i ruoli per i quali sia in corso un giudizio, a condizione che il debitore si impegni nella stessa istanza a rinunciare al giudizio.

Nella dichiarazione il debitore deve indicare altresì il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro il limite massimo di quattro.

Sulle rate eventualmente richieste sono dovuti gli interessi nella misura di cui all'articolo 21, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973 (ossia il 4,5% annuo).

Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l'Agente della riscossione dovrà comunicare a chi ha fatto la suddetta dichiarazione, l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione agevolata, nonché quello delle singole rate (laddove richieste), precisando il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

In ogni caso, la prime due rate sono ciascuna pari ad un terzo e la terza e la quarta ciascuna pari ad un sesto delle somme dovute.

La scadenza della terza rata non potrà superare il 15 dicembre 2017 e la scadenza della quarta rata non potrà superare il 15 marzo 2018.

Il pagamento potrà essere effettuato:

  • mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore nella dichiarazione;
  • mediante bollettini precompilati, che l’agente della riscossione è tenuto ad allegare alla comunicazione;
  • presso gli sportelli dell’agente della riscossione.  

Per chi ha giudizi pendenti

Il beneficio è ammesso anche per i debitori che abbiano giudizi pendenti aventi ad oggetto i ruoli in questione.

Il debitore tuttavia dovrà dichiarare che intende rinunciare ai giudizi medesimi.

Per chi ha piani di rateazione in corso

Il beneficio è ammesso anche per chi abbia dei piani di rateazione in corso.

A tal fine, è necessario che il debitore sia in regola con il pagamento delle rate aventi scadenza tra il 1 ottobre e il 31 dicembre 2016.

Il piano di rateazione in corso si considererà automaticamente revocato nel momento in cui il debitore paga l'importo (rata unica o prima rata) dovuto nell'ambito della definizione agevolata.

Come vengono conteggiati gli importi eventualmente già corrisposti nell'ambito della rateazione precedente?

Al riguardo:

  • ai fini della determinazione dell'ammontare delle somme da versare, si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e interessi nonché di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento;
  • restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora di cui all'articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e di sanzioni e somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

Effetti della presentazione della dichiarazione

A seguito della presentazione della dichiarazione, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto di tale dichiarazione.

L'agente della riscossione, relativamente ai carichi definibili in maniera agevolata:

  • non può avviare nuove azioni esecutive;
  • non può iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione;
  • non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.  

Perdita del beneficio

In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell'unica rata ovvero di una rata di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, la richiesta di definizione agevolata decade automaticamente e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione.

In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell'importo complessivamente dovuto a seguito dell'affidamento del carico e non determinano l'estinzione del debito residuo, per il quale l'agente della riscossione prosegue l'attività di recupero e il cui pagamento non può essere rateizzato ai sensi dell'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. 

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  1. Per dimostrare l'avvenuta notifica della cartella, l'Equitalia deve depositare anche l'originale o la copia della cartella con la relata in calce

  2. Pubblicato il Decreto Ministeriale n. 262 del 6 novembre 2013, che consente la rateizzazione dei debiti con Equitalia fino a 120 rate, anche per le rateizzazioni già concesse

  3. Se il contribuente contesta in giudizio l'omessa notifica della cartella esattoriale, l'Agente della riscossione ha l'onere di provare l'avvenuta notifica, producendo la relata di notifica e la copia della cartella stessa.