Sul danno non patrimoniale: profili valutabili ai fini del risarcimento

Il danno non patrimoniale va considerato unitariamente e comprende i diversi profili del danno biologico, morale ed esistenziale

Secondo il più recente orientamento della Cassazione, il danno non patrimoniale di cui all'articolo 2059 del Codice civile, costituisce un'unica voce di danno, che è però suscettibile di atteggiarsi con varie modalità e secondo molteplici aspetti, nei singoli casi: dal danno biologico, medicalmente accertabile, alle sofferenze fisiche ed emotive che concretizzano il cosiddetto danno morale; ai pregiudizi di carattere estetico o alla vita di relazione, al cosiddetto danno esistenziale, ecc.

Ciò significa che – nei casi in cui il fatto illecito ha causato un danno biologico – all'importo determinato in risarcimento di tale voce di danno deve essere aggiunta una somma idonea a compensare le eventuali conseguenze non patrimoniali ulteriori, ove ricorrano gli estremi del pregiudizio morale, esistenziale, estetico, ecc. e sempre che tali aspetti possano considerarsi provati o risultino anche presuntivamente provati o comunque attendibili (Cassazione civile , sentenza del 28 settembre 2012, n. 16516).

 

Leggi anche

  1. In caso di occupazione abusiva di un immobile, il proprietario ha sicuramente diritto al risarcimento del danno per il solo fatto di essere stato privato della disponibilità dell'immobile

  2. Non è opponibile al creditore che agisce in esecuzione la separazione dei beni tra i coniugi se manca l'annotazione a margine dell’atto di matrimonio.

  3. Secondo la tesi prevalente, il giudizio di scioglimento e divisione della comunione ha natura dichiarativa.