Rifiuto del visto di reingresso: non basta il parere negativo della Questura

Il Consolato (o Ambasciata) non può rifiutare il visto di reingresso per il solo motivo che la Questura ha rilasciato parere negativo riguardo il nulla osta, considerato anche che l’allontanamento dal territorio nazionale è una legittima facoltà dello straniero

In tal senso si è espresso il T.A.R. del Lazio, secondo cui difetta di motivazione il provvedimento dell'amministrazione che, nel rifiutare il visto di reingresso, si limiti a richiamare genericamente il parere negativo della Questura, che aveva annullato il permesso di soggiorno in ragione dell'allontanamento dal territorio nazionale e del mancato ritiro del permesso stesso (T.A.R. del Lazio, sentenza del 5 febbraio 2009, n. 2085).

Le circostanze in esame, afferma il T.A.R., non sono sufficienti ai fini dell'individuazione delle effettive ragioni del diniego di visto in quanto l'allontanamento dal territorio nazionale costituisce esercizio di una facoltà espressamente riconosciuta allo straniero dagli articoli 8 e 14, comma 4, del D.P.R. n. 394/99 che ne disciplinano limiti e modalità.

Né il mancato ritiro del rinnovo del permesso di soggiorno da parte dell'interessata può giustificare l'automatico annullamento dello stesso, in quanto l'amministrazione ha l'onere di valutare le ragioni per cui tale evento si è verificato anche alla luce di eventuali "gravi e comprovati motivi" che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del D.P.R. n. 394/99, potrebbero essere invocati dalla ricorrente quale ragione giustificatrice della sua assenza dall'Italia.

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  1. Nel caso di allontanamento dal territorio nazionale per oltre 6 mesi, è previsto il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno e del reingresso, salvo "gravi e comprovati motivi", che devono essere comunicati alla Questura.

  2. Il visto di ingresso per cure mediche non può essere rifiutato esclusivamente in base al parere del medico dell'Ambasciata, se questi non ha effettuato la visita del paziente.

  3. Il rifiuto del visto per il ricongiungimento familiare con il coniuge italiano è illegittimo se si basa solo sulla segnalazione per la non ammissione nello Spazio di Schengen