Pensione di reversibilità al coniuge divorziato: presupposti

Il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità solo se la sentenza di divorzio aveva previsto in suo favore l'assegno divorzile

Il coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità, a condizione che la sentenza di divorzio abbia previsto in suo favore la corresponsione di un assegno divorzile.

A tal fine non rileva la corresponsione di fatto di somme periodiche o eventuali accordi tra gli ex coniugi.

La Cassazione, in proposito, ha precisato infatti che "il requisito della titolarità dell’assegno presuppone il riconoscimento giudiziale dell'assegno divorzile senza che possa attribuirsi rilevanza ad eventuali convenzioni private o erogazioni di fatto" (Corte di Cassazione, sentenza del 12 ottobre 2010, n. 20999).

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  1. In caso di divorzio, se è previsto il mantenimento una tantum, l'ex coniuge beneficiario non avrà diritto ad una quota del tfr nè alla pensione di reversibilità dell'altro

  2. In caso di divorzio, l'ex coniuge ha diritto al 40% del TFR percepito dall'altro dopo la proposizione della domanda di divorzio.

  3. Nel procedimento di divorzio può omettersi il tentativo di conciliazione se risulta che il coniuge non comparso non vuole conciliare.