Omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali: responsabilità del datore

Il datore di lavoro che non versa le ritenute previdenziali e assistenzali risponde penalmente, salvo che paghi entro tre mesi dall'accertamento

Il datore di lavoro che non versa le ritenute assistenziali o previdenziali commette il reato previsto dall'articolo 2 del Decreto Legge del 12 settembre 1983, n. 463.

La punibilità tuttavia è esclusa se, entro tre mesi dalla contestazione, procede al pagamento di quanto dovuto.

Si tratta di una causa di non punibilità, prevista dall'articolo 2, comma 1-bis, del Decreto Legge del 12 settembre 1983, n. 463 ("il datore di lavoro non è punibile se provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione").

Si è posta la questione dell'individuazione del dies a quo, ossia del momento  a partire dal quale decorrono i tre mesi per il pagamento, nel caso in cui l'ente previdenziale non abbia notificato al datore l'avviso di accertamento.

Sul punto è intervenuta la Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza del 24 novembre 2011, n. 1855, secondo cui,  in assenza di pregressa notifica dell'accertamento da parte dell'ente previdenziale, la citazione a giudizio comporta la decorrenza del termine per il versamento solo quando contenga tutti gli elementi essenziali dell'accertamento stesso.

In caso di mancata o parziale decorrenza del termine, il giudizio va rinviato per consentire all'imputato di effettuare il versamento

Leggi anche

  1. Il coniuge che non versa l'assegno di mantenimento commette reato solo se in tal modo fa venir meno i mezzi di sussistenza.

  2. Se manca il consenso informato del paziente ma l'intervento ha avuto un esito positivo, non sussiste la penale responsabilità del medico.

  3. In materia di rifiuti, il produttore è penalmente responsabile se non verifica l'affidabilità e le autorizzazioni in capo al soggetto al quale conferisce i rifiuti per lo smaltimento