L'interdizione dai pubblici uffici

Il giudice penale può disporre con la condanna l'interdizione dai pubblici uffici

L'interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria prevista dall'articolo 28 del Codice penale.

L'interdizione dai pubblici uffici può essere perpetua o temporanea.

L'interdizione perpetua dai pubblici uffici, salvo che dalla legge sia altrimenti disposto, priva il condannato:

  1. del diritto di elettorato o di eleggibilità in qualsiasi comizio elettorale, e di ogni altro diritto politico;
  2. di ogni pubblico ufficio, di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio, e della qualità ad essi inerente di pubblico ufficiale o d'incaricato di pubblico servizio;
  3. dell'ufficio di tutore o di curatore, anche provvisorio, e di ogni altro ufficio attinente alla tutela o alla cura;
  4. dei gradi e della dignità accademiche, dei titoli, delle decorazioni o di altre pubbliche insegne onorifiche;
  5. degli stipendi, delle pensioni e degli assegni che siano a carico dello Stato o di un altro ente pubblico;
  6. di ogni diritto onorifico, inerente a qualunque degli uffici, servizi, gradi o titoli e delle qualità, dignità e decorazioni indicati nei numeri precedenti;
  7. della capacità di assumere o di acquistare qualsiasi diritto, ufficio, servizio, qualità, grado, titolo, dignità, decorazione e insegna onorifica, indicati nei numeri precedenti.

L'interdizione temporanea priva il condannato della capacità di acquistare o di esercitare o di godere, durante l'interdizione, i predetti diritti, uffici, servizi, qualità, gradi, titoli e onorificenze.

Essa non può avere una durata inferiore a un anno, né superiore a cinque.

La legge determina i casi nei quali l'interdizione dai pubblici uffici è limitata ad alcuni di questi.

Tags:

Leggi anche

  1. Cosa si intende per impresa di piccole dimensioni ai fini del D.lg. 231/01? L'importanza del numero dei dipendenti ed della struttura organizzativa interna dell'impresa.

  2. L'acquisto (e la detenzione) di droga per uso di gruppo non è reato se ricorrono certe condizioni

  3. Il giudice penale può infliggere al condannato come pena accessoria quella della decadenza o della sospensione della potestà genitoriale