Iscrizione di ipoteca: obbligo di buona fede e normale prudenza

L'iscrizione ipotecaria effettuata dall'Equitalia in pendenza di una istanza di rateizzazione viola i principi della buona fede e della normale prudenza, con conseguente responsabilità aggravata per i danni al contribuente

La Commissione tributaria provinciale di Bari ha condannato l'Equitalia ai sensi dell'articolo 96 del Codice di procedura civile al pagamento di € 10.000,00 per spese di giudizio, ordinando altresì alla medesima di provvedere alla cancellazione dell'ipoteca illegittimamente iscritta a carico del contribuente.

Nel caso in esame, in particolare, l'ipoteca è stata ritenuta illegittima in quanto iscritta solo pochi giorni prima (precisamente: sette giorni) della comunicazione al contribuente del provvedimento di rigetto della sua istanza di rateizzazione del carico tributario.

L'Agente della riscossione, pertanto, avrebbe agito senza la normale prudenza, incorrendo nella responsabilità aggravata ex articolo 96 del Codice di procedura civile (Commissione tributaria provinciale di Bari, sentenza del 11 febbraio 2011, n. 30)

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  1. Legge n. 106/2011: nuovi limiti all'iscrizione di ipoteca sull'abitazione principale; obbligo di comunicazione; decisione sulla sospensione entro 180 giorni; esonero dalle spese di cancellazione del fermo

  2. L’Agente della Riscossione ha l’obbligo di comunicare l’iscrizione ipotecaria entro 90 giorni, pena l’illegittimità dell’iscrizione stessa.

  3. L'Agente della riscossione deve indicare nell'avviso di iscrizione ipotecaria i termini per l'opposizione e il giudice competente, a pena di nullità